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anattoria

Scaloppine al vino - acqua del mare verde acqua -
gioco con i pupazzetti -
le donne cattive sanno dove schiacciare per farmi spostare -
vivo della pietà -
odio le zanzare -
vorrei tanto vivere dentro a south park -
ma perchè esistono gli americani? -
com'è che mi piace intorpidire? -
ti sto ascoltando, basta che parli! - adoro Battisti -
patatine fritte con uno spicchio d'aglio nell'oliO

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Nell'alcol essere innamorati

anattoria | 19 Marzo, 2008 01:01

Essere innamorati non mi ricordo più cosa significa.
Vivere pensando che ci sia solo una persona che da senso alla tua vita.
Vivere pensando che sia un'altra persona da te a darti senso.
C'è in questo momento, tra le tante
chi penso di più, chi di più desidero.
Ma forse la desidero tanto per il solito vecchio banale motivo
che essendo la più difficile da ottenere sia la più pensabile.
Quando ci penso mi rendo conto che lei è stata dolce e paziente con me.
Lei si è comportata con me
come io sto imparando a comportarmi con chiunque.
Non sarebbe sbagliato che io la pensassi data tale ragione,
 e considerata anche la sua non militanza
e invece la sua effettiva pratica.
E' bella. Davvero ogni suo sorriso per me è bello e non divino.
E' terreno. Lo posso avere e anche non avere.
E' esposto a tutta una serie di variabili.
Ogni suo sorriso mi rende vicina alle altre,
mi rende cosciente che quando lei non sarà al mio fianco
avrò imparato da lei ciò che importa:
essere a seconda del divenire,
divenire tenendo presente il potere.
E il solo potere che conta per me ora
non è quello idealistico di amare una persona più di me stessa,
ma di amare una persona cercando di scoprire cosa sia
sapendo che è una meta impossibile eppure cavalcabile.
Poi altre mi parlano dei loro logoranti amanti
e io finalmente le ascolto con una profondità riemersa.
Come sei bella tu, innominabile, in mezzo a tanto sperimentare,
come sei bella tu, che davanti a me salti
e ti agrappi, salti e rimane sull'orlo,
sicura che anche cadendo sapresti rimane bella.
Essere tu, fantasia segreta.
Cambiare tu donna senza sosta.

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Primi versi in semi-libertà. E primi semi in versi pari.

anattoria | 18 Marzo, 2008 02:24

Perché non sei una mela con la buccia tutta lucida e croccante?
Io ti vorrei una mela, vera, semplice, spontanea, rilassante.
E non un orologio dal meccanismo sofisticato, complicato, incomprensibile.
Non generale, tattico, romantico crudele né schiava umile né santa con candele.
Io ti vorrei una mela, bella liscia senza spine luccicante.
Perché non sei una mela naturalmente forte viva, indipendente?
Non una mosca che si avvicina e quando fai per prenderla s'allontana.
Non una formula chimica eccitante di gelosia più frasi come "non sono tua!"
Perché non sei una sfera, rotondamente logica affascinante?
Perché non sei una sfera, dove guardare il mio futuro sorridente?
Certo sospetti un imbroglio! Perciò non sei come voglio!
Che sia così forse meglio? E chi lo sa? Chi lo sa?
Comunque io ti vorrei una mela…
 
L.Battisti 
 
 
 
C'è una donna, in quest'ultimo periodo, che ogni volta che la vedo
non penso di sforzarmi a parlare con lei
su come vorrei cambiare il mondo.
Mi rendo conto che le parole
che ci vorrebbero sarebbero troppo complesse,
e se anche lei le capisse, rispondendomi
con le sue parole troppo difficili,
allora sarei io a non capirla.
Io conosco di meno il suo linguaggio di quanto lei conosce il mio.
C'è questa donna che quando la guardo,
mi vergogno della mia presunzione del correggerla,
dell'averla corretta troppe volte,
e lei mi tocca velocemente dicendomi di lasciarla sbagliare.
C'è una donna, alla quale io rinuncio di regalare parole,
e nel guardarla vorrei sentire
cosa desidera aldilà dei miei occhi sulla sua bocca.
C'è questa donna che ogni tanto prova a comandarmi,
e io stupidamente, dopo essermi difesa,
riattacco con un altro ordine,
con un'altra voce grossa delle nostre solitudini.
C'è questa donna di cui a volte mi rendo conto,
che alcuni suoni tradiscono una voglia di me,
questa donna che mi riguarda e vorrebbe capire meglio.
Non è il mio specchio, non sono io a riflettermi,
è una quasi sconosciuta, che non parla la mia lingua.
Eppure è una donna che sento, che mi accompagna, che partirà
che mi ricorderò, che ci sarà
anche senza il mio sguardo.

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Inni maligni

anattoria | 14 Marzo, 2008 12:52

La voglia di capire ed agire.
Questo è ciò che ci difende e allo stesso tempo ci fa soffrire, ci fa sentire la rabbia e altri sentimenti poco comodi da sopportare.

Però bisgona opporsi, per essere.
Mi capita sul solito Last.FM di sentire "Svegliami".
La seconda strofa così recitava:

  Intanto Paolo VI non c'è più
  E' morto Berlinguer
  Qualcuno ha l'AIDS
  Qualcuno il PRE
  Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

Non continuerò a infierire su quanto la Storia ha dimostrato che giovanni stava parlando di se stesso... Non continuerò...
Parlerò del presente.
Vado su google e cerco il testo. Me lo voglio leggere tutto. Perchè sulla citazioni di Paolo VI ho qualcosa da dire...

Senonchè indovinate google cosa mi trova tra i primi link su "svegliami".
Questo!!!
Andate, andate a vedere! (Io pensavo fosse una presa per il culo, invece è tutto vero! Il pd quasi quasi metteva svegliami come inno...mah...)

Insomma torniamo a Paolo VI...
Una delle ultime interviste che ho letto di giovanni, parlava di quanto ratzy stia lottando per riportare il vero cattolicesimo indebolito dal Concilio Vaticano II.
Dopo aver letto questa cosa ho capito, ancor più della sua adesione a forza italia che l'uomo si era completamente fottuto!
A giò piace la chiesa istituzionale di santo subito e pastore tedesco. Non quella del terzo mondo. Non quella che per lo meno si sforza di seguire il progresso della storia. A jojo ferretti piace la chiesa che s'impone nella sua ottusità.
Della sua bava che pensa solo al proprio potere...

C'è una vignetta di Vauro su bondi (giusto stamattina leggendo dell'ultima abominevole battuta di silvio stavo pensando che al momento la differenza tra politico di destra e politico di "sinistra", consiste nel fatto che quello di sinistra ti fa incazzare senza farti anche un pò ridere, anche se è comunque una risata isterica, visto che loro mangiano alla faccia nostra...)
dove bondi viene sputato dallo specchio ogni mattina...
Ah quanti specchi in italia dovrebbero saper sputare!!!
 
Ma tornando a noi ex-fans di ferretti (nel cervello suo, i ferretti dico, nel suo cervello...), lancerei un appello:  siccome questa gente serva-del-potere capisce alla fine solo il linguaggio del guadagno, e piange solo per le perdite economiche, lancerei questo appello:

Non andate più a sentire i concerti di quel poraccio che dice  «è troppo facile rinnegare le canzoni e le idee del passato...»

Non andate a dare denaro a chi, furbescamente, usa il proprio introito a mo' di penitenza.

Troppo facile! Troppo paraculo!

A San Bendetto ho sempre preferito San Francesco... fulminato che parlava con la Natura, ma proprio per questo umano e più sano di mente, e soprattutto coerente... 

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Di buchi neri e altre virtù

anattoria | 13 Marzo, 2008 12:25

Mentre leggevo la bellissima lettera di FikaSikula alla donna moderata, il mio amico LastFM (simpatico programmino musicale che potete scaricare qui) mi seleziona una canzoncina in inglese di Marina Rei che faceva parte della colonna sonora di Fino a farti male.

Non starò qui a decantare Agnese Nano, che amo profondamente...
 
Ma parlerò di buchi neri. Quelli cosmici.
 
Non quelli che conosciamo e che creano, ma quelli che la scienza ancora non sa cosa siano.
I buchi neri nello spazio. Che per quanto mi ricordo dalle mie conoscenze infantili, di quando volevo fare l'astronauta (e adesso odio gli ascensori), sono delle stelle enormi, molto più grandi del nostro Sole (che sempre se ben ricordo dopo che esploderà diventerà un nana bianca), sono delle stelle enormi che dopo che diventeranno ancora più enormi e consumando un bordello di energia (che in confronto Las Vegas è roba da ambientalisti integralisti), insomma dopo che sarà diventata l'enormità dell'enormità sta benedetta stella (a no stelle, ero partita con il plurale...), dopo sarà un buco nero.
Una concentrazione di massa (che la bocca di Ferrara in confronto è anoressica) in grado di magnasse tutta la luce e altra massa che vicino a lei si avvicina. Anzi a lui, visto che è un buco nero.
La Scienza dice che è probabile, che mangi e porti via pianeti e stelle e co. per toglierli da questo universo e portare il tutto da un'altra parte.
Il problema è come ci arriva la vittima dall'altra parte. Per farvi capire immaginate di essere mangiati da Ferrara, sì, prima o poi uscirete dal suo corpo, ma come?
Ecco appunto.
 
Ma torniamo ai nostri buchi neri.
Io sapevo che come qualsiasi altra cosa nello spazio stavano là e che il loro movimento rientava in un orbita che più o meno era la stessa.
A quanto pare no.
Quando stavo in Sardegna due settimane fa, babbo e mamma - mi pare stessimo parlando di politica, cercavano di comprare il mio voto... che tenerezza mi fanno, poveri... - mi raccontano di aver visto un documentario sui buchi neri qualche sera prima, ebbene: NON STANNO LI' AD ASPETTARE IL CIBO, SE LO CERCANO! A quanto pare, sono davvero come Ferrara, non si accontentano di cosa capita loro a tiro, ma se lo vanno a cercare...
 
Insomma il succo del documentario era che mentre noi qua stiamo a farci il culo su questioni tanto complicate, a ribellarci alle tante prese per i fondelli...
 
  - Vedere qui
         e qui
         e qui
         e non vado oltre altrimenti famo notte...
 
...insomma mentre noi lottiamo per tutta questa merda, il vero nemico e fuori nel cosmo, che ci cerca e ci verrà a prendere.
Il buco nero che tutto divora!!!
Così è la logica!
E se non sono gli emigrati, sono i buchi neri!
E così bello pensare al nulla!
Ci piace tanto a noi esseri umani pensare in astratto, e andare a farci tante seghe mentali su problemi potenziali e lontani - che il più delle volte so' inesistenti, sono il nulla appunto!- e di contro quanto ci annoiano i problemi che davvero ci toccano!

Quindi per opporci al buco nero io proporrei di organizzarci, prendere Ferrara come nostro maestro e imparare da lui ad essere tutti dei piccoli buchi neri che tutto se magnano, solo così con la compatezza del popolo della terra e del consumismo eletto arma di difesa sconfiggeremo il nemico dallo spazio!!!
 
Nel frattempo a Ferrara possiamo anche denunciarlo per le cazzate che dice e che fa, che forse è più divertente della lotta universale Terra VS buco nero...
E il giorno che arriva il buco allora vorrà dire ci daremo al transformismo politico che in italia è normale come respirare... ma io non ci credo molto...
Io credo sia più fico fare quello che già stiamo facendo...

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Ricordare il sogno "in quanto strano"

anattoria | 11 Marzo, 2008 00:32

Ripensare ai sogni, pratica alquanto autoreferenziale, masturbatoria, romantico, idealistica  è una delle mie passioni. I sogni e il loro essere impossibili, pieni di gloria, emozioni forti.

Eppure la terapia mi ha liberata da questa schiavitù, o comunque l'ha ridotta. Come una che si fuma un pacchetto e mezzo di sigarette al giorno, adesso se ne fuma due o tre nel week end, se se le fuma. Ad esempio io, se ho mal di gola, lo odio il fumo.

Così mi sveglio, e il mio pensiero è subito sulla tesi, sul battesimo, sull'ontologia, su Irigaray o non Irigaray, sulla colazione (the e panna, ultimamente)...

E la speculazione sul sogno?

Nada de nada, il più delle volte è andato. Certo la notte lo aspetto in tutta la sua lussuria ma il pensiero finisce là, al momento del sonno.

Eppure oggi mentre affrontavo il mito della cazzo di caverna platonica in Muraro e in Ledda, tac, che di colpo mi ricordo di uno dei tanti sogni di stanotte. Roba da richiamare subito la psichy e rimettermi in cura. Ma a lei con ste cazzate non la prendevo per il culo. Davanti a lei con ste cazzate per matta non ci passavo. Eppure mi rendo conto che per altri sarebbe un passaporto verso l'interdizione.

Non so se fidarmi di raccontarlo così in giro, vista la storia che qualche coglione continua ad elogiare l'elettroshock (non tutti gli psichiatri sono gramsciani come la mia - cuoricino)

Insomma era un sogno, e per dio io stessa ne sono rimasta scioccata, cosa che nel sogno è abbastanza infrequente in me, visto che da lesbica desta (e con la testa cinta di fiori mitilenensi) mi trasformo spesso in bocchinara incallita ( e la cosa non mi crea nessun turbamento, per lo meno no nel sogno...).

Insomma non mi ricordo perchè, mi pare stessi facendo una specie di ricerca sociologia (forse ero in compagnia di Vivians, comunque ho l'impressione che ero con qualche amica o amico), mi trovavo in una scuola elementare. Era una scuola strana. Con le stanze ma senza un tetto, normale nei sogni una certa elasticità spaziale...
Insomma dall'alto di un pianerottolo guardavo inseme ad alcune insegnanti e alcuni bambini, altre insegnanti e altri bambini sotto di noi. Era tutta una classe, sparsa per questa strana scuola senza limiti e su diversi livelli, con tante scale.
E senza limiti, e da i livelli incasinati era davvero perchè la lezione di quell'ora riguardava la masturbazione.
Ma non era teorica. Stavano insegnando ai bambini ad essere indipendenti nel desiderio sessuale. Come esserlo. Roba da psicopatici ai miei occhi. [Per fortuna il mio cervello anche nel sogno ha conservato qualche tabu sociale e non mi ha mostrato l'azione.]
Insomma sapevo oramai, una delle insegnanti me lo aveva spiegato, quale ora di quale insegnamento paradossale avevo beccato nella mia ispezione.
Guardavo i bambini, si guardavano uno con l'altro, perchè era finita la loro giornata scolastica. E il loro gioco di sguardi era quello tipico di quando si preparano a vestirsi e andarsene. Si guardavano distratti come se avvessero finito di fare una qualsiasi altra attività: le loro facce erano tranquille.
Guardavo le facce delle insegnanti, anche loro erano abituate, anzi come per qualsiasi altro insegnamento la loro espressione era annoiata.
Io invece ero scioccata, turbata, perplessa, e schifata. Indignata.
Volevo dire alle adulte: «Ma che cazzo state a fa? Sono esperienze intime cristo. Vabbè non demonizzare il piacere, ma questo è altrettanto malsano che la repressione...»
Però nessuna mi cagava più, il loro dovere di mostrarmi, a me ricercatrice, la loro giornata educativa lo avevano fatto. Per loro tutto era normale come sempre.
Poi l'unica cosa che mi ricordo, è che, osservando due o tre bambini/e in particolare, ho incominciato ad immaginare con il pensiero, con un pensiero senza immagini, nonostante avrei potuto farlo, essendo nel sogno, ma era il pensiero della Vic sveglia personaggio del sogno... insomma ho immaginato: «Mah... boh... E io da piccola, come sarei stata? Mi avrebbe fatto piacere che il mio sport preferito e segreto - che comunque facevo anche a scuola, anche se di nascosto ( e allo stesso tempo davanti, in mezzo a tutti), come sarei stata io se il mio sport preferito fosse stato un sport imposto, corporativo, una cosa noiosa come le altre?»
Che ci obbligavano, e nelle quali l'unico messaggio che passava era che bisognava essere i migliori...
Così guardando una bambina che mi somigliava a me da piccola, con i capelli corti e dritti, un po' sfigata, un po' esclusa, che si guardava la manina disillusa, ho pensato: «Porca troia, pure in questo dovevano portare il loro cazzo di conformismo omologante!!! Ne studiano una ogni attimo! Teste di cazzo!»

E poi il sogno è cambiato in qualcosa di altro

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