Revisionismo, banalità dilagante = fasci alla Sapienza.
anattoria | 27 Maggio, 2008 22:20
Roma 27 maggio, l'ennesima giornata dedicata alla difesa di noi stessi, dove ci è stato rubato il tempo della creatività.
Stamattina alle undici becco Alessandro su messenger che mi assume per andare a riprendere la laurea di Lisa. Alle due prima di uscire entro a vedere la posta e ti trovo l'emergenza:
Ho ricevuto questo sms... "Aggrediti due compagni a Lettere mentre attacchinavano! TUTTI A LETTERE IL PRIMA POSSIBILE" ..CHI PUO' ...VADA ASSOLUTAMENTE!!!
Esco alle due e dieci, con venti minuti di anticipo, salgo sull'autobus in preda al delirio, pensando "se si permettono di venire a rompere all'università con la loro violenza e ignoranza siamo alla frutta...".
Mentre attraversavo la tiburtina, costeggiando il verano leggo questo manifesto vergognoso:
Un'unica verità: le foibe; con l'aggiunta di un pinocchio con un cappello d'asino con scritto "antifascista".
Non sapevo ancora che il motivo dell'attacco fascista era in quel manifesto che al solo vederlo mi stava provocando il vomito, una rabbia muta e urlante, e la vergogna di appartenere ad una nazione dove sono possibili tali forzature storiche, e dove la gente non ha memoria.
Arrivo a lettere.
Insomma per farla corta e farla breve, ieri notte tra il 26 e il 27 un bel pò di fasci armati di spranghe e cazzi vari (che dovrebbero ficcarsi tutti su per il culo magari guarirebbero dalle loro repressione e soddisferebbero un pò di morbosi desideri repressi...) si sono fatti tutta la zona universitaria attaccando 'sto schifo di manifesto (vergogna delle loro menti, esposizione meschina della loro ignoranza che vorrebbe incominciare a chiamarsi cultura, ma altro non è che demagogia e opportunismo politico).
Sono stati visti, armati fare quest'attacchinaggio notturno sia da compagni sia dalla polizia, quella stessa polizia che vorrebbero con la scusa della nostra sicurezza appiopparci in schiena per non farci più muovere, più pensare...
Stamattina alcuni compagni sono usciti dall'entrata di via de lollis e hanno incominciato ad hackerare quella merda attaccata ai muri. Tre macchine di fasci sono arrivate sparate, inchidando, bloccando la via, e facendo scendere dalle schifose carrozze inquinanti altrettanti rifiuti tossici umani, che sempre armati hanno incominciato a pestare i compagni, i quali a mani nude si sono dovuti difendere.
Arrivata dopo qualche minuto la polizia ha subito dato esempio del loro concetto di sicurezza, del concetto istituzionale di sicurezza. Perchè oramai in questa nazione forza nuova come la polizia è un'istituzione legalmente riconosciuta che ha un peso politico consistente, che ha potuto ottenere dopo tanti hanni di lobotomizzazione delle menti, negli schermi televisivi, negli stadi, nelle chiese, e in tutti gli spazi che dovevano essere semplicemente di aggregazione sociale.
La destra, il fascismo è rinato furbescamente dal basso; solo che i fasci che vanno in giro per le strade a differenza di noi studenti o di noi precari sono magari persino nostri colleghi ma soprattutto sono gente addestrata a massacrare altra gente, sono gente frustrata, cocainomane e bigotta che non vede l'ora di annullare il nemico.
Morale della favola, chissà grazie a quale opera dello spirito santo è stato possibile che gli aggressori sporgessero denuncia prima delle loro vittime.
Così in perfetta sintonia con il altrettanto loro revisionismo sul nostro triste passato italiano, cambiano il presente, e dopo aver pestato la gente si proclamano subito innocenti e perseguitati.
Domani (che è già oggi 28) ci sarà il processo per direttissima (al quale pare proprio risponderemo con un presidio davanti al tribunale):
imputati quattro di loro e due di noi.
Le cifre parlano chiaro sulla banalità del pensiero egemone e dell'ipocrisia della democrazia. Le forze sulla bilancia non hanno lo stesso peso, e soprattutto non hanno la stessa logica, la stessa giustizia.
Noi siamo colpiti da tutte le parti. La stampa ufficiale è contro di noi.
Ma non si aspettino la nostra resa.
Se qualche politico di sinistra è rimasto in parlamento (e non solo) che incominci a parlare (e agire) ora, che incominci a recupare il senso della sinistra o taccia per sempre ,e in tal tristissimo caso si decida ad ammettere la propria non appartenza.
Il consiglio è però che redima la sua anima o coscienza.
Da parte nostra continueremo a resistere, a definirci antifascisti. Nelle nostre singole menti, con i nostri personali corpi. Umiliati entrambi ma, non ancora deboli le menti, non ancora distrutti i corpi.
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Festa di addio.
anattoria | 20 Maggio, 2008 09:33
Lo so che è un "ciao" in realtà e che a settembre sono di nuovo qui.
Ma vi sembra periodo per fare festa?
Tutte le nostre resistenze ce le risbattono in faccia calpestate e derise.
E' il momento della passione per chi non accetta il dilagare dell'imbecillità.
Ho vergogna di vivere in questa città, a Roma. E' la prima volta che mi capita, per lo meno così forte la nausea. Ma è così.
Non ha più i miei toni, non ha più i colori di se stessa.
Roma è questo adesso. E tutto il suo essere di più, il suo essere molteplice, piena di epoche e di gente non ha senso e neppure valore.
Roma adesso è la città della politica ipocrita e bigotta banale e fascista.
I fasci che la sera prima si fanno spompinare e il giorno dopo fanno a inneggiare gli sgomberi dei diversi.
I cattolici che sono la stessa cosa.
I democratici che con il loro silenzio sono ancora peggio, e che anzi seguendo la moda del loro capo Veltroni dicono che non è vero che l'unico fascista buono è una fascista morto. Cattivi comunisti, cattivi! I democratici che si preoccupano dei fascisti assassini ma non delle loro vittime.
Come se noi nascissesimo in natura in un modo o nell'altro, come se la cultura fosse una sola e come se non avesse il potere di cambiare le idee e i caratteri. Come se tutto fosse decidibile unicamente da loro. Da loro chi? A questo rispose Flaiano e così è stato.
Ce l'hanno fatto hanno fatto in modo di piegare le regole della vita e cambiare il "panta rei" con l'eterno presente in coma della loro grettezza.
Io domenica faccio la festa prima di tornare in Sardegna, prima di tornare in quel posto dove fare politica territoriale significa davvero scontrarsi con le pulsioni più infime e gli egoismi più beceri, ma che si vorrebbero nobili e fanno ancora più cacare.
In Sardegna, dove la Natura mi ridarà energia e voglia per cambiare la situazione schifosa nella quale siamo finiti.
A domenica compagne. Ma devo fare una cena vegetariana?
Faccio anche due salsiccette...
L'importante è l'alcool...(femministe alcoliste)
Hasta siempre.
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Lettera per la posta dell'aldilà
anattoria | 09 Aprile, 2008 21:08
La mia vita è segnata dalla sfiga.
Si sono dimenticati di me e della mia relatrice nel calendario laureandi di aprile.
Scienze umanistiche a La Sapienza è anche questo!
Sono contenta che la mia tesi nei parli male dell'università così com'è, molto diversa da quella che dovrebbe essere.
Silvio dorme da me anche stasera, perchè domani mattina vado dalla prof a riterare l'ultima correzione e dopo si va in stampa...
Ansia.
Ma il fatto che Silvio di mercoledì rimanga a dormire da me comporta una cosa,
non bella per me, quella cosa brutta che mi succede ogni volta che prendo la nave!
Vedere quella enorme cagata di amici!
Nella visione di questa merda e vomito tradotta in segnali leggibili, purtroppo, dalla mia piccola TV,
sento quell'essere dalla forma disgustosa (morale più che fisica) che è Platinette (non so neppure come si scriva e non me ne può sbattere di meno!!!).
Questo coso dice solo cazzate retoriche ruffiane pseudodemocratiche ma del tutto fasciste...
E' la prova vivente che non esiste un'essenza gay. Mi vergognerei se esistesse. Avere qualcosa in comune con quel testa di belin!
Ma per carità!
Insomma ne ha sparato una adesso adesso...
Ha paragonato la voce di Mia Martini a quella di quell'altro imbecille di tipo sardo (dal quale prendo le distanze di una ennesima presunta essenza di sardità - «meglio la croce» ). Marco con quella vocetta fastidiosa che non so come può essere che dicano che abbia un timbro particolare. Non solo ha una voce del tutto sterile come quella degli altri tipi che stanno a sto cazzo di programma, lui in più, in peggio, ha pure un timbro odioso.
Brutta copia di voci di veri artisti.
Platinette sparati prima di dire 'ste cazzate! Anzi sparati e basta!
Chiedo scusa alla memoria di Mia Martini.
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Ansia e Password
anattoria | 06 Aprile, 2008 21:43
Questa maledizione di fare fatica a respirare e la tachicardia irrequieta come mi è familiare!
Quanto!
Insomma dal sito de "La Sapienza", è la norma, è missione impossibile trarre qualche risposta alle proprie ricerche.
Mi serve una grammatica inglese.
Vado con Silvio alla Feltry, e lui incomincia "e questa no perchè, e quella no perchè là", al chè rispondo "sti cazzi, andiamo al reparto filo e fuck la lingua".
Ma così non è mi serve una cazzo di grammatica ingleseee!!!
Mi guardo i testi consigliati, ma quali sono le grammatiche?
Mi rendo conto che Spagnolo in confronto era organizzato uno splendore...
Ma che voglio pretendere: è 6 aprile, la sessione di laurea è dal 14 al 30 e ancora non è uscito il calendario!?!?!?!...
E poi oggi alla laurea di Ros amo magnato troppo! Che esagerazione! Ci so stati attimi di panico.
Mi son detta «qua famo la fine de "La grande abbuffata"».
E poi persino "Oddio Ros ci vuol far fare la fine di Hans e Gretel!".
Ma per adesso sono ancora viva, con tutte le mie parole segrete (ma neanche troppo, che è una variante di "anche no"...) e il mio battito alla cazzo di cane...
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Giusta consecutio e genealogia del cilindro.
anattoria | 03 Aprile, 2008 22:55
Co' 'sta storia che gli altri lavorano, anche io torno a casa quando non ne ho ancora voglia e mi annoio...
Ma il mio amico portatile è sempre qua alla sinistra del mio letto ad aspettarmi...
Molto fedele non ho di che lamentarmi.
Forse dovrei trovarmi un qualcosa per la quale mi paghino... Ma cosa?
Cosa? Cosa? Cosa?
Io vorrei tanto fare la regista di film porno per il mercato di cui parla Femminismo a sud nell'articolo più letto di questi tempi...
Trovare prima le attrici adatte?
O scrivere prima una trama aderente?
L'archè sempre così impegnativa...
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