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Fantasie Sessuali di SanRemo

anattoria | 03 Marzo, 2008 14:09

     Una settimana fa' scrivevo l'ultimo post, io piccola donnina lesbichetta, seduta sola sul divano del bar della nave che dalla costa laziale mi avrebbe condotto nel nord della mia isola, la Saldigna.
Ed ora, una settimana dopo a quella sera, sono in un'altra nave, un'altra compagnia, un altro bar e un altro divano. E scrivo la bozza per un post che potrò mettere in rete solo il giorno dopo [che è già oggi].

     La domenica scorsa prendevo sonno nel calore polveroso del divanetto cullandomi con un pensiero romantico e segreto, e ieri notte, nel mio lettino sardo, ho fatto la stessa cosa.

     E' una novità per la me attuale, concentrata nella propria formazione intellettuale e distante dalle brame che i corpi femminili per anno mi hanno suscitata. E' una novità ri-pensare a certe cosine...
     E non crediate che sia un male l'apatia degli ultimi tempi, che apatia poi non è. E' piuttosto la risposta del mio corpo e del mio cervello ai due anni di psicoterapia, la quale psicoterapia ha smascherato il mio finto romanticismo misogino. Ho abbandonato lo "sturm", virus del quale ancora adesso ho paura, e cerco un romanticismo autentico, originale, personale, che non faccia la voce grossa.
     Cerco le parole dell'innamoramento dentro e attorno, che l'altra possa capire. Un'altra potenziale donna che, grazie a Saffo, - questo sì, di me, me gusta e mi orgoglia - è sempre diversa, poiché la mia aquolina lella ripudia la donna ideale, ed è affascinata da molte per molteplici motivi. Così in questa nave, più piena di gente di quanto non mi aspettassi, con poche donne, ripenso  alle fantasie di ieri notte con la quale sono andata a farmi un giro nell'inconscia, mia esigente amica.  
     Vedendo Sanremo, sono riuscita a prendere da un evento democristiano traditional, l'aspetto lesbico sotterraneo. Chi ha visto l'esibizione dei due di tipi, di tonno e ponce, che hanno visto, saprà anche che la vj Mariolina Simone, giustamente, nella giuria di qualità (qualità con fede (emilio) come giurato?) è stata l'unica a dare come voto ai due tipi un bel SETTE. E la motivazione era logica e sensata: belle voci, ma du cojoni la canzone scritta da Gianna Nazionale.
      Insomma mentre la povera Mariolina cercava di parlare, lui con il suo nasino schiacciato contestava, e lei, la gnocca di Lola non sembrava apprezzare per niente l'opinione da 7. Alla Lola le scappa un aggettivo, che non ho ben capito, ma che dal tono era sicuramente alquanto offensivo. La Mariolina le chiede l'attenzione per un ulteriore chiarimento con un «Scusa, Lola...». Ma dalla TV non si può pretendere il momento della comprensione e dell'espressione dato che the fucking show must go on.
      
     Confesso che ho sempre avuto un debole per Mariolina, ma mi sembra questa scenetta l'ennesima prova tangibile (nelle registrazioni dell'ultima serata, lo so che qualcuno l'ha registrata, io mi sono pentita di non averlo fatto...) della banalità che ci buttano addosso ogni secondo della nostra vita.
     Dobbiamo dire no a questa realtà della banalità contro natura:
ma possibile mai che due fregnette invece di essere (quantomeno) amiche, litighino, non si capiscano, non si sentano neppure??? Di chi è la colpa di tale alienazione vergognosa???
Della monotonia della canzone di Gianna Nazionale?
Dell'egocentrismo di una gnugna che canta sul palco dell'Ariston?
Della sincerità professionale dell'altra gnugna?

     La realtà è triste. Come consiglia Jodorowsky il sogno può stimolare soluzioni nuove. Così nel presonno io creo una storiella alternativa...
Un secondo incontro, più quotidiano, più umano tra Mariolina e Lola. Lola la guarda ancora con risentimento, MAriolina rimane ferita, sente ancora il desiderio di chiarimento. E' mossa da una sincera voglia di comunicazione, piuttosto che da una malsana brama di apparire. Davanti a due berlucchi, in pieno party - è evidente che devo disintossicarmi da The L word - Lola è costretta per l'etichetta a fingere. Mariolina colglie l'occasione nella falla del sistema delle falsità (finte libertà), e le ricolge la parola. L'altra non può sottrarsi.
     Le sue parole sono calde, corpose, rosse, infuocate e ossigenate, vere. Lola ascolta, rapita. Finalmente ascolta!
 
     Anche io che di solito mi piace essere protagonista nelle mie fantasie amorose, osservo la scena commossa. L'identificazione è con la sventura e con l'arguzia di entrambe.
     Le due gnocche comunicano distese nel viso, e da qui all'essere distese nel letto il passo è breve, fatto con un immediato stacco nel montaggio, non troppo curato, ma molto da fantasia celebrale.
Godimento di Lola, godimento di Mariolina. No agli orgasmi in sincrono, ma anche no. E nei particolari non scendo che questa parte non è coperta da licenza GNU.

     La storia continua perchè il mio ego che è dipendente dalla proprietà reclama il suo spazietto. Sono amica della coppia Italo-Argentina, lo ero già da prima, ero amica di entrambe, ed ero triste che si odiassero, E' probabile che sia stata io a permettere il loro incontrarsi al party con il berlucchi. Lola un giorno m'invita a cena da loro e mi presenta una sua amica, Carolina Gamini. Il mio mito! - Ah, Lola tu si che mi conosci! - Colei dalla quale ho imparato lo Spagnolo, ora siede davanti a me.
Sono al settimo cielo! - meglio non nominare il sette che poi Mariolina e Lola litigano...
Ho davanti a me il mio amore "giugno - gnugno -2007" - Cazzo un altro sette!

     Io e Carolina ci capiamo al volo, grazie a Saffo lei parla l'Italiano, mentre io davanti a lei non mi ricordo neppure la differenza tra "ser" ed "estar". Carolina e io incominciamo una collaborazione artistica... Scriviamo assieme un corto su una fusione di una poesia di Bretch e una di Garcia Lorca... Lei ride mentre scrive, e dirige, prepara, sposta scatole, guarda le luci in sala pose e la luce del sole...
     Che bella! Nell'intimità la chiamo Cecilia, come il suo personaggio in Espanol Veinticuatro, e lei mi consiglia di cercare il numero di Annalisa l'analista sulla guida, ma mi ama, lo vedo... «E non stimiamo un solo euro le dicerie dei vecchi troppo severi» Catullo.

A presto, vostra B.Vic

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Guida alla visione di AMICCCI di Maria l'egemone.

anattoria | 25 Febbraio, 2008 14:05


Prefazione




     Parafrasando: «Sono sulla mia nave, dolce movimento ( ma anche no), e il cuore guida la mia mano, scrivo piano riflettendo sul bisogno di cambiare che c'è in me, fuori e dentro me...»
Non ho visto la plenaria (l'allergia mi ha tolto il sonno tutta la notte), aspetterò riassunti virtuali, sto tornando nella mia Isola dove vado a giocarmi la tesi su Ybris.
E cosa c'entra tutto ciò con Amiccci, il quale Amiccci la massa ha scelto di selezionare in una delle due tv della zona passaggio ponte (maledetta pulciara che sono!)?
Perchè sento che sia d'obbligo scrivere un mini manuale libero su come guardare Amiccci?
E perchè Amiccci e non Amici?

     Partiamo dall'ultima domanda: anni fa, quando Tracina era single, una bella notte gay al solito Matisse (quando ancora esisteva), un ragazzo che sembrava il figlio segreto di Cicciolina si avvicina e prova il rimorchio. Tracina risponde, per essere carino e chiarire comunque che non era interessato, che si trovava là in compagnia dei suoi amici. Cicciolino gli rispose: "Ah, ma alllora ttu ti accontenti degli amiccci... Ahhh! Ma alllora sei ancooora mooooolto ettero..."
Maria è la cicciolina, lei minuscola (chiedo scusa a quella maiuscola per la omonomia), della tv, ovvero un esempio di essere con la figa ma che lavora per il cazzo dominante...
Amiccci poi è un alcova di froce che la sera si svestono. Come i preti! E a Roma lo sappiamo tutti quanto i neutri ragazzini della tv non siano neutri manco un pò...
Amiccci è un trans che non ama la propria diversità, Amiccci è Platinette, e ho detto tutto...

     Ma perchè bisogna farsi una pre-cultura, o meglio perchè la visione di quel programma necessita di un analisi? Amiccci è un fenomeno pazzesco di come il pensiero egemone porti alla banalizzazione nel mondo dell'Arte. E così abbiamo l'arte.
Non sto contestando la scuola in quanto tale, una scuola che privilegia lo spettacolo alla preparazione effettiva, capisco che possa essere funzionale alla formazione di QUEL tipo di ballerinX, cantante. Non farò un discorso sul consumismo, e sulla formazione di artisti per un arte mangereccia.
    Mi annoia sta cosa, che è evidente da sempre, da quando è nata la tv. Capisco alcuni miei amici ballerini professionisti che odiano Amiccci, perchè loro hanno studiato anni ma non sono famosi quanto i ragazzini. Certo il loro lavoro li sfama allo stesso modo, ma capisco che ti roda il culo che il ballerino che si forma in tv ottenga la fama in un modo alquanto abnorme. Ma come già detto questo è il format dominante nello spettacolo contemporaneo, ed è quello con più euri a disposizione.
Quindi non è su questo la guida.

     La guida è sulla banalità nell'affrontare l'Arte che diventa arte. Ovvero ci vogliono far credere che nella televisione esista un'arte capace di avere una sua critica che però sarebbe in grado di parlare anche dell'Arte in generale.
     Forse non ci avete ancora capito un cazzo.
     La faccenda è molto facile in realtà...
     Affronterò la mia tesi parlando della DANZA in Amiccci.
     Chiarisco la mia scelta sull'argomento, dicendo che sulla danza ho maggiori conoscenze rispetto alla musica, non tecniche come quelle dei professori di Amiccci ma teoriche.
     In realtà ho fatto esami anche sulla MUSICA ma a differenza di quest'ultima, la danza è un dono della Natura che so gestire: ho senso del movimento e sono invece stonata come una campana.
     Ma soprattutto è nella lite tra le due fazioni dei prof di Danza che è più evidente ciò dal quale bisogna sapersi difendersi!
E poi come ultimo motivazione aggiungo che mi sembrano così, a prima vista, i cantanti tutti delle pippe enormi, soprattutto quello sardo... canto meglio io! Di solito noi sardi abbiamo una bella voce, me esclusa, perchè fa parte della nostra cultura, ma lui fa davvero pena! Vabbè...

    Come già detto, non voglio fare l'intellettualoide chic, ma anzi scrivo questa pagina di aiuto alla visione di Amiccci perchè capita anche a me, a volte di vedere la tv e di finire su Amiccci. Se non la guardo, infatti, è solo grazie al fatto che sono talmente pigra da non avere la forza di accenderla.
     Ritengo però importante che qualora ciò accada, che io l'accenda, io e qualsiasi altra persona dobbiamo avere a nostra disposizione uno scudo che ci salvi dalle cazzate che ci pioveranno addosso e che pretenderanno da noi, per questo loro pioverci, addirittura un sorriso smagliante di vero godimento.

    La prefazione è finita. Siccome non guardo spesso Amiccci (di solito io se accendo la tv cedo roba V.M.) non conosco i nomi dei tipi che sto vedendo nello schermo, quindi parlerò di loro descrivendovi quello che vedo e sento, i corpi e le parole che a loro appartengono. Scusate la cosa non è molto scientifica, ma forse è paradossalmente più incisiva.


 

 

 

 

Capitolo Uno ed Unico
 
NON ESISTE UN UNICA DANZA. MA ALMENO TRE DANZE. LA MIA, LA TUA, LA DANZA.




     Il titolo ricalca il tema di un'opera teatrale di Peter Brook che ho visto qualche anno fa' nel Teatro Mercadante di Napoli. La parola non era Danza ma era Verità. Però la Danza è Verità, anzi la LORO danza è Verità, e quindi il titolo era bello che pronto...

     Guardo Amiccci e vedo dei ragazzini che ballano. Ballano uno alla volta, e finita l'esibizione vanno davanti alla tribuna politica dei loro insegnanti e incomincia il massacro e la beatitudine (in perfetto stile fintodualistico, dove la scelta, il risultato finale è una presa di campo fondata sulla confusione delle due tesi-entrambe banalmente esposte).

     Esistono, infatti, due schieramenti. Come sono facili in tv le alleanze politiche, sono facili anche se siamo in italia! Come è bello il maggioritario esportato da oltreocenano (anche se mo' persino in Amerika si vogliono complicare la vita...)!
La prima, la cattiva, è capitanata da una donna bionda magra che ho capito essere l'insegnante di danza "classica" [poi ritornerò sulle definizioni della danza perchè è proprio su queste che sto tentando di riflettere], appoggiata da un signore che parla con un accento strano, credo sia un ballerino (lui mi sta più simpatico degli altri insegnanti perchè mi sembra una frocia classica alla VictorVictoria, piuttosto che una poraccia come Platy - ma forse anche no).
La seconda è composta da tutti gli altri maestri storici del programma che conosco persino io: cioè le due froce amerigane (o comunque anglofone) e la tipa con la frangetta.

     Gli insegnanti malvagi non possono cagare quasi nessuno dei ballerini (aspiranti) del programma. Non c'hanno il fisico dicono, neppure il fisico per fare danza, poverini, non è colpa loro, ma hanno un limite naturale che non li farà mai essere ballerini veri perchè non potranno mai gestire ogni tipo di danza. Perchè il discorso è proprio questo: un ballerino vero deve sapere ballare qualsiasi genere! Il problema è che i generi di qui questi due insegnanti stanno parlando è una roba che si guardano bene dallo spiegare con riferimenti chiari e univoci alla gente davanti allo schermo.
     Perciò tale semplicistica visione della disciplina, per me, umile studentessa del DASS, che si è studiata un pò di Storia della Danza e del Mimo, mi sembra una mezza cazzata (ma solo una mezza).
     Gli insegnanti buoni, materni, invece, ribattano che è compito della scuola tirare fuori il meglio dai ragazzini, e che sono tutte cazzate 'ste frasi idealiste su una presunta capacità del ballerino di tornare ad un Rinascimento dove tutte le tecniche dovevano essere possedute e dominate.

      Siamo così arrivati al cuore del mio piccolo lavoro:
come si permette un programma commerciale di andare in onda portando una discussione così sconclusionata e rincoglionire la gente con nozioni tanto abozzate e inesatte riguardo ad un'Arte tanto complessa, storicamente, tanto rivoluzionata/ria storicamente come la Danza???

     La gente che guarda il programma e si accosta per la prima volta a sentire un dibattito su questa Arte è costretta ad avere come immagine, come modelli questi due estremi modi di riflettere sulla stessa.
     In teoria noi dovremmo essere nell'era della danza contemporanea.
     In teoria, per quel che ne so io, la danza contemporanea, molto in sintesi è la riconquista del ballerino del suo corpo, la riconquista del suo ritmo, conquistata con uno studio massacrante, di moltissime tecniche, che lo porta ad un espressione potente della forza interna che lo fa' muovere.
     Cioè un ballerino contemporanea danza con tutta la passione possibile e sceglie la sua MUSICA/DANZA. Sceglie il suo stile, lo crea giorno per giorno. Nel quotidiano, come un essere mortale. Non come un pagliaccio vuoto. Plastico non platificato.  

     E così siamo arrivati a metterci dentro anche la MUSICA.
In Amiccci si cerca di costruire un artista da musical, ballerino e cantante. E in questo non ci vedo nulla di male, come già detto.
Ma nelle discussioni che si fanno ad Amiccci c'è il male. Quando fanno passare nelle loro cazzate deliranti che è il tipo di Musica che nomina la Danza, e in questo modo di vedere le cose, tornano al medioevo come fa la finocchia repressa di Joseph con la teologia.

     E' circa da duecento anni che i danzatori, anche nelle scuole di provincia, si sono rotti il cazzo di una tale dialettica.
Musica classica come portatrice del valore puro, che crea una Danza altrettanto nobile.
E musica pop (ma anche rock, insomma con sonorità "non-classiche") che si balla in modo meno accurato.
     Questo dualismo che, come già detto, nomina la danza in base alla musica, raramente si serve dell'insegnamento di liberazione della danza contemporanea, però, mai, ripeto, mai neppure della scuola di provincia, nessuno si azzarda a dar inizio a una querelle tanto idiota come quella di Amiccci.

     Neppure nella scuola di provincia si pensa di dover mettere nel cervello dei pupi l'idea malsana che la danza sia una cosa monolitica che si deve prendere come un massiccio, come un sasso composto da preziosissimo marmo ("classica") e bruttino fango ("moderna").
     Nella scuola di provincia si insegna e basta, si insegna, e più intelligentemente che in amiccci si consiglia alla formosa una danza per il suo corpo, alla magra quella per il suo.
Alla pippa quella per il suo, cioè comparsina, mai prima, mai duetti, o asoli ( ammenochè non si è ricchi e ci si può permettere di comprare il giudizio dell'insegnante).

     Ma da Amiccci no, perchè amiccci nel suo delirio di onnipotenza deve pure affibbiarsi l'incarico di istruire la gente su COME si capta la Danza. Senza averne però in realtà la minima intenzione. Dato che si perdono in una discussione tanto astratta e "alla Joseph", invece di insegnare ai ragazzini, l'unica cosa importante, nel 2008, nel post-Delsarte, nel post-IsadoraDuncan, nel post-MarthaGraham e co. si parla di DANZA. Cioè il partire dal corpo, non dalla cazzo di musica imposta, tra l'altro con coreografie imbarazzanti, ma il partire dalla persona. E creare un danzatore che rispetti l'intelligenza critica del proprio pubblico. Creare un corpo che si esprime e comunica, come dovrebbe fare l'Arte.





A mo' di conclusione


La lite tra gli insegnanti la vedo più falsa di una moneta di tre euro. Non gliene sbatte un cazzo di quello per cui litigano, i soldi ce li hanno lo stesso. Non glie ne sbatte un cazzo di far diventare quei ragazzini dei ballerini, perchè gli rincogliniscono con una visione classista vecchia di secoli, che anzi forse in questo modo non è neppure mai esista.
Lo scandalo del Valzer, i piccoli passetti della cattolicissima corte spagnola del sedicesimo secolo, e il ballo delle baccanti greche, erano tutte esperienza vissute.
Non dogmi campati sul nulla.
Quanto fa cagare la nostra tv! Alleluja il programma è finito ed anche la batteria del portatile!
Mi giro verso l'altra tv dove c'è il santo calcio. Che è meglio dello xanax quando si trasforma in moviola.
Baci. Non ho sonno manco un pò, cazzo domani sarò esauritissima.
Anzi che il prurito alle mani si è calmato e senza pasticchina di cortisone...


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AL FLAT

anattoria | 24 Febbraio, 2008 01:01

Sono molto felice dell'esperienza di oggi.

:)

Ψαπφ‘



Strana cosa il sentimento di diffidenza di alcune donne nei confronti del "femminismo".

Certo sarà il pensiero egemone che ci abitua a diventare nichiliste... eppure c'è qualcosa che ancora mi sfugge...

Ho appena scoperto che esiste un myspace su Gloria Anzaldúa, e sarò anche una cacacazzi però non può che farmi pensare all'esempio di oggi di Enza sul paradosso di andare a vedere un sito dove c'è la parola "femminismo" ma poichè c'è anche la sillabina "com" è altamente probabile imbattersi (nella stessa pagina) in annunci per uomini di donne (virtuali) - o di donne (virtuali) per uomini?


Insomma c'è un myspace su Gloria, evvabè vediamo il lato positivo,quello della visibilità, ma la pubblicità che myshitspace in quel momento passava sopra ad una pagina web dedicata a Gloria era su un certo giochino di strategia chiamato Travian ( non vi metto il link ma se proprio volete vederlo google ve lo trova immediatamente).

Sono curiosa, e siccome passa una scritta "i nemici sono vicini", e siccome due io nel mio essere una cacazzi diffidente (stavolta nei confronti giusti) leggo "i nemici sono I vicini" e penso: "Lo sapevo, lo sapevo!!! E' proprio come dicevamo oggi al FLAT!". La poetessa de La Frontera accostata ad un giochetto del cazzo spudoratamente razzista...

Ci clicco, sblocco i pop, ehhhhh, che esagerata! E' un giochetto in rete dove puoi scegliere di prendere i romani, i galli, i teutoni. La grafica è molto tenera, diciamo così, i baffetti dei barbari e la faccia da rincoglioniti dei romani mi prende anche bene, quasi quasi mi faccio una partitina...


Tutto perchè avendo i libri di Gloria in Sardegna mi era venuta voglia di leggerla, come mi succede con Saffo e con Whitman, che poi cosa cazzo me ne so comprata a fà cento copie diverse di una stessa opera se non per tenerne per lo meno una a Roma?

Non lo so perchè me le sono portate nell'Isola ste benedette copie alternative. ..

E quando l'ho fatto poi? Oltre il perchè, quando???

Poi mi ricordo che mi son resa conto di aver perso due libri di Stanislavskij e il Newhall e mi assale il dubbio che le copie romane dei miei tre geni della poesia possono aver fatto la stessa fine.


E lo so, è strano perdere i libri che adori, ma il disordine può fare questo è altro, come quando sento dire da una donna che il "femminismo" è l'estremo opposto del maschilismo, e che gli opposti hanno tutti torto...


"Il giusto mezzo" lo chiamava Aristotele, e coincidenza, a riguardo, mentre la tv mi fa compagnia con il suo blablabla, passa su markette la comica mezza lella - "ambien\|enigma\exlposion" di La posta del cuore, per capirci - di cui mo' non mi ricordo come si chiama e in uno dei suoi personaggi sulla piattezza di noi esseri umani di oggi fa parlare di politica ad una coatta. La tipa, la coatta, si apre anche lei un partito della libertà perchè dei politici sia di destra sia di sinistra ciò che le interessa é ciò che sta al centro!

Il senso della misura greco e un pò come la parcondicio di oggi: una presa per il culo, nella quale confidiamo più che in noi stessi/e. (Oltre che essere una metafora del fallocentrismo)

E' il sistema binario. 0 e 1 servono ad un unica cosa. Nell'informatica questo è un bene, perchè creano il software, nella politica è una cosa che provoca il vomito.

Una donna che vede -1 uguale a +1 è una pippa in matematica!

Magari fosse così semplice... fare pace con noi stesse studiando un pò di scienza dei numeri... Magari... Ma non è così.

Per questo vi farò come regalino, e regalino a me stessa, nel fare la fatica di scriverlo senza "copia incolla", vi regalerò un pezzetto di Gloria libero dagli spazi del cazzo, cazzo che sa portare solo la divisione, l'isolamento, la tanca, la presa per il culo, l'omologazione là dove non è neppure naturale che ci siano.  Gloria che è parte dei FemminismI.

 

Lei ha questa paura che lei non ha nomi che lei

ha molti nomi che lei non conosce i suoi nomi lei ha

questa paura che lei è un'immagine che viene e va

chiarendo e scurendo la paura che lei è il sogno

nel cranio di qualcun altro lei ha questa paura che se

lei si toglie i vestiti spinge via il suo cervello

sbuccia la sua pelle che se lei prosciuga i vasi

sanguigni strappa la carne dalle ossa fa schizzare

il midollo lei ha questa paura che quando

raggiunge se stessa si volge per abbracciarsi una

testa di leone o di megera o di serpente si volterà

per divorarla e sogghignare lei ha questa paura che se lei scava

dentro se stessa lei non troverà nessuno che quando lei arriva

"lì" lei non troverà gli intagli sugli alberi gli

uccelli avranno mangiato tutte le briciole ha questa paura

che non troverà la strada del ritorno.


Gloria Anzaldúa, Borderlands/La Frontera



«Ma tutto val la pena di sopportare, poiché anche la povera..."


Saffo. Ode del sublime.

Ultimo verso che mai si traduce.

Fanno passare in silenzio proprio il momento positivo dell'innamoramento (lesbico)... mah...

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L'allergia del pensiero egemone non mi fa andare al FLAT!

anattoria | 23 Febbraio, 2008 10:33

   Ieri sera sono andata con le froce (ero l'unica lella perchè Vivians era ammalata - anche se Silvio avendo appena scoperto the L word è andato a rota e sta per diventare un lesbico...) a vedere il sit-in al coming out per il rogo di qualche giorno fa.

   Sarò tornata a casa non più tardi dell'una, una e mezza, ho messo la mia sveglia alle otto e mezza per poter essere alle dieci di stamattina (cioè un'ora e dieci minuti fa') puntuale alla Casa delle Donne per il FLAT.

    Ma mi sveglio alle sette di colpo con le mani che stavano per scoppiarmi: l'allergia sconosciuta era ritornata. Io vorrei tanto sapere a cosa cazzo sono allergica!!! Ma la cogliona sono io che quattro anni fa' quando mi è venuta la prima volta al Matisse e le froce mi hanno portato all'Umberto Primo dove mi hanno fatto il mio primo cortisone e mi hanno preso per il culo che parevo la Dellera. L'allergia mi trasforma in un trans. Non che ci sia qualcosa di male, io mi adatto, se trans devo essere, e che la pelle gonfiandosi mi fa male..

   Spero che la pasticchetta di cortisone faccia effetto così vi raggiungo care...

   E' il pensiero egemone che sparge della robbaccia per aria e io mi ammalo... 

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Incendio al coming out. Ma che davvero stiamo tornando al terrore?

anattoria | 18 Febbraio, 2008 14:44

 

    Mi hanno appena dato su pidgin la notizia che ieri sera il coming out è andato a fuoco.

    Ecco le foto. Non voglio arrivà a conclusioni affrettate però la cosa così di primo acchitto di questi tempi è pesante...

    Mi risulta che venerdì sera ci sarà un sit-in là davanti.

    Rimango in attesa di aggiornamenti...

    Pesante... 

 

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